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Avvelenamenti di animali in Emilia-Romagna: quasi duemila casi dal 2009 al 2024

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Avvelenamenti di animali in Emilia-Romagna: quasi duemila casi dal 2009 al 2024

Reggio Emilia – In Emilia-Romagna, tra il 2009 e il 2024, sono stati avvelenati ben 1.920 animali, secondo i dati forniti dal Portale nazionale degli avvelenamenti dolosi degli animali, gestito dall’Istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana.

Un’analisi condotta nel periodo 2009-2018 ha rivelato che, su 603 campioni di fauna selvatica analizzati, 220 animali sono risultati avvelenati, corrispondenti al 36,5% del totale. Tra le specie maggiormente colpite, le volpi hanno registrato un tasso di avvelenamento del 67%, mentre i lupi hanno mostrato un’incidenza di circa il 26%.

Per affrontare questa problematica, la Regione Emilia-Romagna ha deciso di finanziare con 30.000 euro un progetto dell’Unione della Romagna Faentina, finalizzato alla formazione di unità cinofile antiveleno cane-conduttore. Queste unità saranno addestrate per contrastare gli avvelenamenti degli animali e saranno pronte a intervenire a supporto di enti locali, servizi veterinari e forze dell’ordine.

Il progetto prevede un totale di 28 giornate di formazione complessive, suddivise in teoria e pratica sul campo, secondo gli standard europei del modello Life Pluto. Tra le attività incluse nel progetto figurano il ritrovamento dell’esca, l’invio all’Istituto zooprofilattico sperimentale Lombardia ed Emilia-Romagna, l’inserimento dei dati nel Portale nazionale degli avvelenamenti e la bonifica delle zone interessate dalla presenza di bocconi avvelenati.

Massimo Fabi, assessore regionale alle politiche per la salute, ha dichiarato: “Un fenomeno, quello dell’avvelenamento, che oltre a essere una grave minaccia per il benessere animale è un rischio per la salute umana e per l’ambiente. Poter contare su squadre preparate e che intervengono tempestivamente è un’opportunità visto che, ad oggi, operano solo alcune unità dei Carabinieri Forestali, peraltro dislocate in Toscana. Il nostro obiettivo è dotare ogni provincia di una unità cinofila”.

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