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Carenza idrica nei rifugi dell’Appennino: misure preventive adottate

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Carenza idrica nei rifugi dell'Appennino: misure preventive adottate

Reggio Emilia – Carenza idrica nei rifugi dell'Appennino: misure preventive adottate

Ventasso – La mancanza d’acqua nelle falde e nei rifugi dell’Appennino ha portato i gestori a prendere misure preventive. I rifugi Battisti e Bargetana, situati nel comune di Ventasso, hanno sospeso l’uso delle docce e razionalizzato i servizi igienici a causa di una situazione senza precedenti, causata dalla prolungata siccità e dalle scarse precipitazioni nevose dell’inverno scorso.

Gian Paolo Montermini, responsabile del Cai per il rifugio Battisti, ha dichiarato: “Il rifugio Battisti viene alimentato da due piccole sorgenti lì vicino, dove si accumula l’acqua soprattutto con le precipitazioni nevose dell’inverno. Un mese fa circa ci hanno informati della scarsità di acqua, hanno cominciato già una politica di riduzione dei consumi, come ridurre il tempo per le docce. Nonostante questo, in questi giorni una sorgente ha smesso di erogare acqua e i gestori sono stati costretti a sospendere l’uso delle docce e limitare l’uso dei servizi igienici”.

La situazione è simile per il rifugio Bargetana, che ha dovuto chiudere la fontana e sospendere l’uso delle docce dopo aver avuto 28 ospiti nelle camere. Montermini ha aggiunto: “Era già accaduto in passato? No, c’eravamo andati vicino ma non eravamo mai andati in emergenza. Le riserve ci sono ancora, ma è una misura preventiva per garantire l’apertura nel weekend di Ferragosto, nei prossimi giorni mettono pioggia e potrebbe cambiare la situazione”.

La scarsità d’acqua non è un problema limitato all’Appennino, poiché alcuni rifugi sulle Alpi hanno dovuto chiudere. I gestori dei rifugi e il Cai invitano a comportamenti più responsabili, come fare solo una doccia veloce e non lavare indumenti utilizzando acqua potabile. Montermini ha concluso: “Sentiamo tutti i giorni i messaggi sui cambiamenti climatici, ecco queste sono le piccole cose che cominciano a toccare noi e le nostre abitudini”.

Inoltre, la prolungata siccità e le scarse precipitazioni nevose dell’inverno scorso hanno creato una situazione senza precedenti nei rifugi dell’Appennino.

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