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Confermata la confisca di 37,2 milioni di euro a Patrizia Gianferrari

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Confermata la confisca di 37,2 milioni di euro a Patrizia Gianferrari

Reggio Emilia – Confermata la confisca di 37,2 milioni di euro a Patrizia Gianferrari

Bologna – La Corte d’Appello di Bologna ha confermato le misure di prevenzione personali e patrimoniali nei confronti di Patrizia Gianferrari, già disposte dal Tribunale di Bologna nel novembre 2025. L’imprenditrice, originaria di Sassuolo e residente a Castellarano, è stata colpita da un provvedimento che include la confisca di beni per un valore di 37,2 milioni di euro.

Secondo gli investigatori, l’accumulo di tali beni è iniziato negli anni ’90 attraverso una rete di società intestate a prestanome ma gestite da Gianferrari e dai suoi due figli. Le aziende, operanti nel commercio di materie plastiche e ferrose e nel settore immobiliare, avrebbero ottenuto finanziamenti bancari, anche garantiti dallo Stato, dirottati poi verso spese personali.

Tra i beni confiscati figurano complessi residenziali, denaro, preziosi, orologi di lusso e autovetture, oltre a una villa con piscina a Rimini, considerati sproporzionati rispetto ai redditi ufficiali dichiarati da Gianferrari, che ammontavano a poche migliaia di euro all’anno.

Il provvedimento conclude un’indagine condotta dalla Procura di Reggio, con la collaborazione del Gico del nucleo di polizia economica-finanziaria di Bologna. Gianferrari era già stata condannata in via definitiva per truffe e frodi commesse in tutta Italia e, secondo gli inquirenti, è stata inquadrata nel profilo della “pericolosità sociale” legata alla delinquenza economica.

Oltre alla confisca, è stata disposta la sorveglianza speciale per quattro anni, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza. La Guardia di Finanza ha dichiarato che lo Stato si riappropria di ciò che è stato illecitamente sottratto, e che la conferma in secondo grado rafforza la solidità del lavoro investigativo svolto.

La difesa di Patrizia Gianferrari potrà ora valutare un ricorso in Cassazione. Questo passaggio rappresenta un punto fermo nel contrasto ai patrimoni illeciti e nella tutela della sana imprenditoria.

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