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Sospeso il blocco ai veicoli diesel euro 5 in Emilia-Romagna: misure alternative in arrivo

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Sospeso il blocco ai veicoli diesel euro 5 in Emilia-Romagna: misure alternative in arrivo

Reggio Emilia – La Regione Emilia-Romagna ha deciso di sospendere il blocco strutturale alla circolazione dei veicoli diesel euro 5, che era previsto per il primo ottobre. Questa decisione è stata presa dopo un confronto con le altre Regioni del bacino padano.

La giunta ha predisposto un pacchetto di misure alternative e compensative, per garantire una riduzione delle emissioni inquinanti che sarà “superiore” a quella che si sarebbe ottenuta con il divieto per circa 90.000 veicoli diesel euro 5 circolanti nei nove Comuni emiliano-romagnoli con più di centomila abitanti, tra cui Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì e Rimini.

Tra le misure adottate, si prevede il posticipo al primo novembre dell’accensione degli impianti di riscaldamento civile nelle aree di pianura, dove il via libera era inizialmente fissato per il 15 ottobre. Inoltre, ci sarà un rafforzamento delle limitazioni all’utilizzo degli impianti domestici a biomassa inferiori alla classe emissiva 5 stelle.

È previsto anche un ampliamento di un’ora della fascia oraria di applicazione delle limitazioni alla circolazione dei veicoli privati, che passerà dalle 8 alle 19. Inoltre, la giunta regionale ha destinato 10 milioni di euro per incentivare la sostituzione degli impianti di riscaldamento più inquinanti con pompe di calore. Questo provvedimento è già stato presentato al Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica per l’approvazione.

Il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessora regionale all’ambiente e alla mobilità, Irene Priolo, hanno dichiarato: “Abbiamo scelto di utilizzare fino in fondo tutti gli strumenti che la legge ci mette a disposizione per mettere in campo misure compensative che garantiscano una riduzione superiore delle emissioni inquinanti ed evitare così una limitazione che avrebbe avuto un impatto concreto sulla vita quotidiana di migliaia di persone, famiglie e fasce più fragili della popolazione e sull’attività delle imprese, già fortemente gravate dall’aumento dei costi dell’energia”.

Hanno inoltre sottolineato che l’obiettivo di migliorare la qualità dell’aria rimane prioritario: “Quella individuata è una soluzione che tiene insieme tutela dell’ambiente e sostenibilità sociale”. Infine, hanno ricordato che il bacino padano continua ad avere una situazione particolarmente complessa dal punto di vista della qualità dell’aria e che sono necessari interventi su tutte le principali fonti emissive.

“Continueremo a lavorare affinché gli obiettivi ambientali siano raggiunti con misure capaci di produrre risultati concreti per la salute di cittadini e cittadine e, allo stesso tempo, sostenibili per le nostre comunità”.

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