Reggio Emilia – La Fnaarc, Federazione nazionale associazioni agenti e rappresentanti di commercio, ha evidenziato la necessità di misure strutturali per il riconoscimento dell’automobile come strumento di lavoro per gli agenti di commercio. Secondo il presidente nazionale Alberto Petranzan, le recenti proposte del governo Meloni sulla mobilità rappresentano un segnale importante, ma è necessario fare un passo ulteriore.
Tra le misure annunciate dal governo c’è l’esenzione dal pagamento del bollo per le auto fino a 80 kW di potenza. Stefano Peterlini, presidente provinciale reggiano di Fnaarc, ha accolto positivamente l’attenzione del governo verso i costi dell’automobile, ma ha sottolineato che la soglia degli 80 kW difficilmente intercetta le reali esigenze di un agente di commercio.
Peterlini ha dichiarato: “Chi percorre 40, 50 o anche 60.000 chilometri all’anno necessita di vetture adeguate per sicurezza, affidabilità, comfort e capacità di carico. Non è una questione di prestigio, ma di esigenze professionali”. Questo è particolarmente rilevante in un territorio come Reggio Emilia, caratterizzato da una forte presenza di imprese manifatturiere, artigiane e commerciali.
Ogni giorno, gli agenti collegano aziende, distributori e clienti, muovendosi continuamente sul territorio. Per loro, l’auto non è una scelta, ma parte integrante della loro attività economica. In Italia, gli iscritti contribuenti Enasarco sono circa 206.000, e gli agenti di commercio generano transazioni economiche stimate tra i 400 e i 500 miliardi di euro ogni anno.
A Reggio e provincia, gli intermediari del commercio sono poco meno di 2.400. Peterlini ha sottolineato che si tratta di una categoria numericamente ed economicamente importante, che contribuisce allo sviluppo commerciale delle imprese italiane, in particolare delle piccole e medie imprese.
Fnaarc ha inoltre evidenziato la necessità di considerare misure specifiche sul costo dei carburanti per chi utilizza quotidianamente l’auto per lavoro. Anche pochi centesimi di euro al litro, moltiplicati per decine di migliaia di chilometri all’anno, rappresentano un costo significativo per un agente di commercio.
Un altro tema sollevato riguarda la fiscalità. Il costo massimo fiscalmente riconosciuto per l’acquisto dell’auto per gli agenti di commercio è attualmente pari a 25.822,84 euro, un valore che non riflette i reali prezzi di mercato. Peterlini ha affermato: “È difficile comprendere come si possa considerare adeguato oggi un limite fiscale definito sulla base di valori di molti anni fa”.
Fnaarc ritiene che l’aggiornamento della deducibilità potrebbe avere effetti positivi non solo per gli agenti, ma anche per l’intero comparto automotive. Favorire il rinnovo delle vetture professionali significherebbe generare nuovi acquisti e maggiore attività economica, con conseguente gettito fiscale.
Peterlini ha suggerito che un’agevolazione fiscale non dovrebbe essere vista come un minor introito per lo Stato, ma in relazione agli investimenti che può generare e alle conseguenti entrate fiscali. Con oltre 200.000 agenti in attività, questo aspetto merita una valutazione economica complessiva.
In conclusione, Peterlini ha espresso apprezzamento per i segnali arrivati dal governo e ha auspicato che il confronto prosegua. Ha chiesto tre misure concrete: una fiscalità dell’auto aggiornata ai valori attuali, attenzione specifica al costo dei carburanti per chi percorre migliaia di chilometri per lavoro e il riconoscimento dell’auto come autentico bene strumentale per la professione degli agenti di commercio.




