Reggio Emilia – Grandi manovre si stanno svolgendo attorno a E80 Group, un’importante realtà dell’automazione industriale fondata da Enrico Grassi a Viano. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, l’attenzione finanziaria sulla società è in aumento, con particolare riferimento alla partecipazione di H14, il family office di Barbara, Eleonora e Luigi Berlusconi.
H14 detiene attualmente il 37% di E80 Group, un’importante quota acquisita nel 2020, quando i Berlusconi entrarono nel gruppo con una partecipazione iniziale del 25%. Nel marzo 2024, H14 ha incrementato la sua partecipazione di 12 punti percentuali, portando così la quota complessiva al 37%. Enrico Grassi ha mantenuto il controllo della società con il restante 63% delle azioni.
Accanto ad H14 nell’investimento figurano nomi pesanti dell’industria e della finanza italiana, tra cui le famiglie Barilla, Marzotto e Doris. Attualmente, E80 è tornata sotto i riflettori della finanza, con indiscrezioni che suggeriscono un crescente interesse attorno al gruppo e la possibilità di una evoluzione nell’assetto societario.
Nonostante le speculazioni, al momento non è stata annunciata alcuna operazione né una cessione della partecipazione di H14 in E80. Tuttavia, il valore della quota del 37% di una società che ha raggiunto tali livelli di crescita è indiscutibile. Nel 2025, E80 ha registrato ricavi di circa 412 milioni di euro e un utile di quasi 38 milioni di euro.
Da Viano, E80 ha costruito una presenza globale nell’automazione e nell’intralogistica, progettando sistemi integrati per fabbriche e centri distributivi, tra cui veicoli a guida automatica, robot e magazzini ad alta densità. Le tecnologie sviluppate dall’azienda servono alcuni dei più importanti gruppi internazionali nei settori food, beverage e largo consumo. Attualmente, E80 dichiara oltre 10.000 veicoli automatici installati, 2.900 sistemi robotizzati e più di 550 impianti integrati. Ogni giorno, le sue soluzioni movimentano prodotti per un valore superiore a 1,5 miliardi di euro.
La storia di E80, iniziata a Viano nel 1980, è rimasta saldamente legata al territorio, ma ha ormai raggiunto una dimensione internazionale. Se le recenti indiscrezioni finanziarie dovessero concretizzarsi in un’operazione sull’azionariato, si tratterebbe di una delle operazioni societarie più significative degli ultimi anni per l’industria reggiana.





