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Ispettore ferito nel carcere di Reggio Emilia da un detenuto con un’arma rudimentale

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Ispettore ferito nel carcere di Reggio Emilia da un detenuto con un'arma rudimentale

Reggio Emilia – Il 31 luglio, un ispettore della Polizia penitenziaria è stato ferito all’addome da un detenuto nel carcere di Reggio Emilia. L’aggressione è avvenuta intorno alle 12.30, quando il detenuto ha utilizzato un’arma rudimentale lunga circa 12 centimetri, provocando una lesione superficiale di circa due centimetri all’ispettore.

Il detenuto, un uomo di circa 30 anni e di nazionalità straniera, era sottoposto all’articolo 14-bis e si trovava nel reparto Antares. Durante un’attesa di dieci minuti nella sala dei video-colloqui, in vista di un collegamento con la famiglia, il detenuto ha dato in escandescenze, devastando il locale e distruggendo tre monitor.

In seguito a questo comportamento, due agenti sono intervenuti per cercare di contenere il detenuto. Uno di loro è stato colpito con uno schiaffo e un calcio alla gamba, mentre l’altro ha ricevuto due calci, uno al gomito e uno all’anca. L’ispettore, intervenuto per mediare, è stato colpito dal fendente mentre cercava di calmare il detenuto, garantendogli che il videocollegamento con la sua famiglia sarebbe avvenuto.

Nonostante l’aggressione, l’ispettore non è stato ricoverato. Ivano Maltoni, leader della Fns Cisl Emilia-Romagna, ha dichiarato: “Oggi un servitore dello Stato ha rischiato conseguenze ben peggiori” e ha sottolineato che “la situazione nel reparto Antares del carcere di Reggio è oggettivamente fuori controllo”. Maltoni ha evidenziato che si tratta della terza aggressione recente e ha affermato: “Non è più soltanto un’aggressione: è un gesto che alza drammaticamente l’asticella”.

In un precedente episodio, il 16 giugno, tre agenti erano stati aggrediti da un detenuto in regime di 14-bis, minacciati con un punteruolo. Maltoni ha ribadito che “avevamo denunciato che Antares era fuori controllo” e ha avvertito che la denuncia torna ora con una tragedia sfiorata.

La Fns Cisl Emilia-Romagna ha richiesto interventi immediati per migliorare la sicurezza nel reparto Antares, evidenziando che “quel reparto non è idoneo a ospitare detenuti di tale complessità senza strutture e tecnologie adeguate, con un’inaccettabile carenza di personale”. Fns Cisl Emilia-Romagna ha sottolineato che in Antares manca una postazione per i video-colloqui e che i detenuti pericolosi vengono trasferiti in un’area comune priva di videosorveglianza e sistemi di allarme, dove l’operatore resta solo. Maltoni ha concluso affermando: “La sicurezza non può dipendere dal coraggio e dalla fortuna. La Polizia penitenziaria pretende di tornare a casa intera”.

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