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Oscar Farinetti e il Grand Tour Italia: bilanci in rosso a Bologna

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Oscar Farinetti e il Grand Tour Italia: bilanci in rosso a Bologna

Reggio Emilia – Il progetto Grand Tour Italia, ideato da Oscar Farinetti, ha registrato nel 2025 ricavi pari a circa 6 milioni di euro, accompagnati da una perdita di 6,2 milioni. Questo dato evidenzia una situazione economica difficile, con perdite che superano di oltre un euro ogni euro incassato.

Nel 2024, il bilancio mostrava una perdita di 4,7 milioni e nel 2023 di 3 milioni, portando a un totale di quasi 14 milioni di euro evaporati in tre esercizi. La famiglia Farinetti, attraverso Eatinvest, ha continuato a sostenere la società, con un intervento previsto tra il 2024 e la prima metà del 2026 di circa 16 milioni di euro.

Fico Eataly World, inaugurato nel novembre 2017 negli spazi del Caab, era stato concepito con grandi ambizioni, puntando a diventare una meta per milioni di turisti. Le previsioni iniziali parlavano di 10 milioni di visitatori all’anno, ma nel 2019, prima della pandemia, gli ingressi erano già scesi a circa 1,6 milioni, con un bilancio in perdita di oltre 3 milioni.

La crisi si è aggravata nel 2022, quando la perdita ha raggiunto 6,5 milioni e i debiti sono saliti a 18 milioni. Fico ha chiuso nel febbraio 2024, mentre a settembre dello stesso anno Farinetti ha rilanciato con Grand Tour Italia, proponendo un investimento di circa 6 milioni e un nuovo approccio che prevedeva meno focus sulla produzione agricola e più sul viaggio gastronomico attraverso le venti regioni italiane.

Tuttavia, anche questa iniziativa ha faticato a decollare. Tra le cause delle difficoltà, il bilancio 2025 menziona i mancati accordi con le Regioni, il trasporto pubblico verso Grand Tour Italia e la mancata realizzazione del previsto stadio temporaneo del Bologna. Farinetti ha riconosciuto di considerare un errore aver realizzato Fico a Bologna anziché a Milano, evidenziando la necessità di una migliore accessibilità.

La questione centrale sembra risiedere nel modello economico adottato. Un luogo di tali dimensioni ha costi fissi elevati e richiede flussi continui di visitatori, non basta attrarre il pubblico una sola volta. Fico necessitava di numeri da attrazione turistica internazionale, ma offriva esperienze che i visitatori potevano trovare in forme più autentiche altrove in Italia.

Farinetti ha affermato che il grande parco del cibo italiano non ha mai trovato il proprio pubblico e ha descritto il caso di Bologna come sempre più simile a un errore industriale piuttosto che a una crisi congiunturale. Nonostante le difficoltà, Grand Tour Italia è ancora operativo e il progetto è in fase di modifica, con una riduzione degli spazi dedicati alle singole regioni, contenimento dei costi, nuove attrazioni e ricerca di una dimensione sostenibile.

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