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Prorogata l’ordinanza antialcol a Reggio Emilia: chiusura anticipata per i negozi di vicinato

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Prorogata l'ordinanza antialcol a Reggio Emilia: chiusura anticipata per i negozi di vicinato

Reggio Emilia – Fino al 30 settembre, l’ordinanza emessa dal sindaco Massari rimarrà in vigore, imponendo la chiusura degli esercizi di vicinato del settore alimentare con superficie fino a 250 metri quadrati in diverse aree della città, dalle 22 di ogni sera fino alle 6 del mattino successivo. Questa misura è stata ampliata anche a viale Ramazzini.

L’ordinanza è stata adottata per limitare il consumo di alcol durante le ore serali e notturne, legata al rischio che consumo di alcol e assembramenti possano determinare situazioni problematiche per l’ordine pubblico e il pacifico utilizzo degli spazi pubblici. Secondo Massari, “si tratta di uno strumento di durata temporanea, legato al rischio che consumo di alcol e assembramenti possano determinare situazioni problematiche per l’ordine pubblico e il pacifico utilizzo degli spazi pubblici in determinati periodi dell’anno”.

Il sindaco ha inoltre sottolineato che nelle prossime settimane sono attese in centro storico migliaia di persone per le numerose iniziative in programma. Questa ordinanza, insieme a misure come la videosorveglianza e la riqualificazione del territorio, è vista come un supporto alle forze dell’ordine nel monitoraggio attivo di alcune zone della città.

L’ordinanza si applica agli esercizi di vicinato situati nel centro storico, nella zona del Cimitero monumentale, nel Gattaglio, nel quartiere Gardenia, nell’area della stazione ferroviaria storica e nel quartiere Santa Croce, comprendendo il quadrilatero tra via Veneri, via dell’Aeronautica e viale Ramazzini.

Non sono soggetti a questa ordinanza gli esercizi commerciali di somministrazione di alimenti e bevande con superficie superiore a 250 metri quadrati e le relative distese autorizzate, poiché “beneficiano di organizzazione e sistemi di sicurezza”. Sono previste deroghe specifiche per particolari manifestazioni e iniziative.

Inoltre, l’ordinanza non si applica ai pubblici esercizi e alle attività dedicate alla produzione artigianale di merce alimentare e prodotti gastronomici. Le sanzioni per chi infrange l’ordinanza variano da un minimo di 500 a un massimo di 5.000 euro, con la possibilità per il questore di sospendere l’attività in questione per un massimo di 15 giorni in caso di trasgressione commessa due volte in un anno, anche se è avvenuto il pagamento del verbale.

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