Reggio Emilia – Luigi Marattin ha recentemente ascoltato online i comizi dei Giovani Democratici, trascorrendo anche una serata sulle Teche Rai e su YouTube. In un tweet, ha condiviso la sua esperienza, sottolineando l’importanza di rimanere informati.
Marattin ha rivisto i principali documenti dedicati a Enrico Berlinguer, incluso il film di Walter Veltroni, e ha richiamato alla memoria il celebre intervento di Berlinguer a Mosca nel 1977, dove il leader comunista si rivolse ai dirigenti sovietici riuniti per il sessantesimo anniversario della Rivoluzione d’Ottobre. In quell’occasione, Berlinguer affermò che la democrazia è un «valore storicamente universale» e che il socialismo deve garantire libertà personali e collettive, pluralismo politico e libertà religiosa, sottolineando il carattere non ideologico dello Stato.
Marattin ha descritto il Pd come nato da una sincera ambizione riformista, con l’intento di raccogliere le migliori tradizioni della sinistra democratica italiana del Novecento. Tuttavia, durante la recente Festa nazionale dell’Unità di Reggio Emilia, ha avvertito che alcune tradizioni politiche sembrano essere andate perdute. Ha descritto la Festa di Reggio Emilia come un appuntamento nazionale che ha già conosciuto i disastri dell’aeroporto e dell’Arena Campovolo.
Il livello politico e culturale espresso in certi interventi avrebbe faticato a trovare cittadinanza persino in un’assemblea d’istituto degli anni Settanta. Quella sinistra, reduce dalla sbronza sessantottina, cominciava almeno a fare i conti con la realtà e cercava di rappresentare lavoratori, donne, ceti popolari, deboli. Per farlo studiava, discuteva, litigava.
Secondo Marattin, Berlinguer andava a Mosca per spiegare il pluralismo e il valore universale della democrazia, mentre oggi, da Reggio Emilia, sembra che alcuni si impegnino in un percorso inverso. Ha paragonato la Festa di Reggio Emilia a una sorta di Hyde Park emiliano, dove si annunciano catastrofi e si applaudono discorsi, ma il mondo continua a muoversi senza aspettare indicazioni da lì.
Infine, ha suggerito di tornare alle Teche Rai per apprendere qualcosa, citando Berlinguer in bianco e nero come una visione consigliata, soprattutto per i giovani democratici nostalgici del comunismo.





