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Riflessioni sul comunismo e la sinistra a Reggio Emilia

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Riflessioni sul comunismo e la sinistra a Reggio Emilia

Reggio Emilia – Luigi Marattin ha recentemente ascoltato i comizi dei Giovani Democratici, condividendo le sue impressioni su Twitter. Durante la serata, ha anche rivisto i principali documenti dedicati a Enrico Berlinguer, compreso il film di Walter Veltroni e gli interventi originali di Berlinguer.

Tra i documenti esaminati, spicca l’intervento di Berlinguer a Mosca nel 1977, un momento significativo in cui il leader italiano sottolineò che la democrazia è un «valore storicamente universale» e che il socialismo deve garantire libertà personali e collettive, pluralismo politico, libertà religiosa e un carattere non ideologico dello Stato. Questo discorso, accolto con gelo dalla platea sovietica, rappresenta un documento politico di grande rilevanza. Marattin ha affermato che Berlinguer andava a Mosca a spiegare ai sovietici il pluralismo e il valore universale della democrazia.

Marattin ha espresso preoccupazione per la distanza che separa l’eredità di Berlinguer dagli attuali rappresentanti del comunismo in Italia. Ha osservato che il Partito Democratico è nato da una sincera ambizione riformista di raccogliere le migliori tradizioni della sinistra democratica italiana del Novecento, ma ha notato che nel frattempo sono andate perdute non solo le tradizioni politiche, ma anche le istruzioni per l’uso.

Il politico ha messo in evidenza che essere comunisti nel 2026 implica affrontare un giudizio storico severo. Ha criticato il livello politico e culturale di alcuni interventi, affermando che avrebbero faticato a trovare spazio anche in un’assemblea d’istituto degli anni Settanta. Ha sottolineato che la sinistra di allora, reduce dalla sbronza sessantottina, cercava di rappresentare i lavoratori, le donne e i ceti popolari, impegnandosi in un confronto serio e studiando la storia.

Marattin ha descritto la Festa nazionale dell’Unità di Reggio Emilia come un evento che ha già conosciuto disastri, e ha criticato il fatto che il giorno successivo il mondo riparte senza attendere indicazioni da Reggio Emilia. Ha paragonato l’evento a una sorta di Hyde Park emiliano, dove si annunciano catastrofi e si indicano nemici, ma la vita continua a scorrere altrove.

Infine, ha consigliato di tornare alle Teche Rai per apprendere qualcosa, nonostante la qualità video mediocre, suggerendo che la visione di Berlinguer in bianco e nero possa offrire spunti di riflessione, specialmente per i giovani democratici nostalgici del comunismo.

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