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Aperta inchiesta della Procura di Reggio Emilia sui blocchi ai lavori del Bosco Ospizio

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Aperta inchiesta della Procura di Reggio Emilia sui blocchi ai lavori del Bosco Ospizio

Reggio Emilia – La questione relativa al Bosco Ospizio ha preso una piega giudiziaria. La Procura di Reggio Emilia ha avviato un’inchiesta sui fatti accaduti il 3 agosto 2023, quando un gruppo di manifestanti ha ostacolato l’inizio dei lavori nell’area di proprietà di Conad Centro Nord, impedendo l’accesso ai mezzi destinati alle operazioni di cantiere.

La querela contro ignoti è stata presentata da Conad nelle ore successive al blocco, con ipotesi di violenza privata e occupazione abusiva dell’area privata. Saranno le indagini della Procura a determinare eventuali responsabilità individuali. Un aspetto significativo riguarda le identificazioni effettuate dalla Digos durante le settimane di protesta. Alcuni partecipanti al presidio sono stati identificati e potrebbero essere coinvolti formalmente nell’inchiesta, anche se al momento non ci sono posizioni pubblicamente definite.

Il 3 agosto, giorno programmato per l’avvio dei lavori, circa un centinaio di persone si era radunato fin dalle prime ore del mattino, bloccando l’ingresso ai mezzi. Sul posto erano presenti le forze dell’ordine, tra cui Digos, carabinieri e polizia locale. I lavori non sono iniziati e la protesta si è evoluta in un presidio permanente.

Conad ha deciso di non ritirare la querela, nonostante le richieste di alcune forze politiche e attivisti, e intende procedere con il progetto previsto dal piano urbanistico. La cooperativa Conad potrebbe chiedere un provvedimento cautelare che consenta alla proprietà e alle imprese incaricate di accedere all’area e avviare il cantiere. Sul fronte amministrativo, il progetto rimane valido, poiché il Tar di Parma ha già respinto la richiesta di sospensione urgente dei lavori presentata da Legambiente e da alcuni cittadini, mentre il giudizio di merito è ancora in corso.

Parallelamente, il sindaco Marco Massari ha avuto incontri con i vertici di Conad e una delegazione dell’Assemblea permanente per il Bosco Ospizio, discutendo possibili modifiche al progetto, come un incremento del verde e delle piantumazioni, senza però mettere in discussione l’intervento complessivo. Gli attivisti, d’altra parte, continuano a chiedere la conservazione integrale dell’area. Dopo oltre tre settimane di presidio, la questione del Bosco Ospizio si sposta ora anche sul piano penale, con la Procura che valuterà le condotte del 3 agosto e le posizioni delle persone identificate durante il blocco del cantiere.

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