Reggio Emilia – La galleria del Seminario è chiusa fino ad aprile 2027, e il primo giorno di chiusura ha confermato le preoccupazioni espresse in precedenza. Si sono registrate code e rallentamenti tra gli svincoli Scandiano-Carpineti e Migliara-Marola della Statale 63, con un aumento dei tempi di percorrenza di circa mezzora per muoversi nell’Appennino reggiano, in particolare tra Castelnovo Monti, Carpineti e Casina.
Questa chiusura ha spezzato in due il principale collegamento tra Reggio Emilia e l’Appennino, costringendo il traffico a deviare su percorsi alternativi, che rimarranno provvisori almeno fino ai primi giorni di settembre. La viabilità ha subito notevoli disagi, nonostante la pazienza degli automobilisti, che si sono trovati a dover affrontare strade tortuose non adatte a un traffico intenso.
Secondo Anas, la messa in sicurezza della galleria era inevitabile e non procrastinabile, così come i disagi che ne derivano. Per cercare di contenere i disagi, la Provincia ha convocato un tavolo permanente coinvolgendo anche le parti sociali. Questo approccio è stato apprezzato da Cgil e Cisl, che hanno colto l’occasione per chiedere di mappare i lavoratori pendolari di pubblico impiego e multiutility, al fine di potenziare lo smart working.
“Lavorare da casa, come ha insegnato il Covid, nei momenti più difficili può essere la soluzione giusta”, hanno dichiarato i sindacati. La fase più acuta delle difficoltà si protrarrà almeno fino a inizio settembre, fino a quando non sarà riaperto a Carpineti il vecchio tracciato della Statale tra Monte Pòrtola e Cà del Merlo, a conclusione del cantiere iniziato lo scorso febbraio sul ponte del Rio Verzola.
I percorsi alternativi alla galleria del Seminario saranno differenziati tra veicoli leggeri e mezzi pesanti. Emanuele Ferrari, presidente dell’Unione Montana, ha invitato a mantenere un senso di responsabilità, affermando: “I prossimi venti giorni saranno i più difficili, poi la situazione migliorerà”. È importante notare che i mezzi di soccorso potranno comunque attraversare la galleria grazie a un sistema di apertura d’emergenza. Le istituzioni si impegnano a monitorare i tempi di realizzazione dell’opera, che mira ad adeguare la galleria ai moderni standard di sicurezza. Nel frattempo, la parola d’ordine in Appennino sarà pazienza.





