Reggio Emilia – Davide Prandi, assessore alla cura della città del Comune di Reggio Emilia, ha lanciato un appello per contrastare l’impatto della crisi della plastica sulle bollette delle famiglie. Secondo quanto riportato, i Comuni italiani subiscono perdite annuali comprese tra i 350 e i 400 milioni di euro a causa di questa situazione.
Prandi ha sottolineato che la raccolta differenziata non termina con il conferimento della plastica nel contenitore, ma implica una responsabilità che coinvolge l’intera filiera. Ha dichiarato: “Siamo di fronte a un problema che non può più essere affrontato come una semplice questione di gestione locale dei rifiuti, ma deve essere considerato un problema nazionale, industriale, ambientale ed economico, che ha ripercussioni dirette su famiglie e imprese”.
Le difficoltà nel riciclo sono attribuite alla concorrenza delle materie prime vergini a basso costo, all’aumento dei costi energetici e al rallentamento dei ritiri dei materiali, che portano a un accumulo di giacenze negli impianti. Prandi ha affermato che il governo deve chiarire le misure da adottare, le risorse necessarie e i tempi per garantire la continuità della raccolta e del riciclo.
Inoltre, ha evidenziato l’importanza di un confronto diretto, richiedendo un incontro urgente con il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e con l’assessora Irene Priolo, per approfondire le ricadute economiche della crisi sui territori. Prandi ha dichiarato che chiederà un incontro urgente con il presidente de Pascale, con l’assessora Priolo e con gli altri assessori regionali competenti per approfondire le ricadute economiche della crisi sui territori. Ha insistito sulla necessità di coinvolgere anche Atersir per analizzare quali componenti tariffarie siano più vulnerabili alle difficoltà del settore e per identificare possibili interventi prima che ulteriori costi ricadano sulle bollette dei cittadini. Il confronto dovrà coinvolgere anche Atersir per verificare quali componenti tariffarie siano maggiormente esposte alle difficoltà del settore.
Infine, ha concluso affermando che la difesa dell’ambiente, del lavoro e del potere d’acquisto delle famiglie deve procedere di pari passo, sottolineando che non è accettabile che una crisi industriale nazionale si risolva a scapito delle famiglie.





