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Riflessioni sul comunismo e la politica attuale a Reggio Emilia

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Riflessioni sul comunismo e la politica attuale a Reggio Emilia

Reggio Emilia – Luigi Marattin ha recentemente ascoltato i comizi dei Giovani Democratici e ha dedicato del tempo a rivedere i principali documenti su Enrico Berlinguer, incluso il film di Walter Veltroni. Questo esercizio ha rappresentato per lui una sorta di terapia d’urto.

Il discorso di Berlinguer a Mosca nel 1977 è stato seguito dal gelo della platea sovietica, sottolineando il valore universale della democrazia e la necessità di un socialismo che garantisca libertà e pluralismo. Berlinguer andava a Mosca a spiegare ai sovietici il pluralismo e il valore universale della democrazia.

Il Partito Democratico, secondo Marattin, è nato da un’autentica ambizione riformista, mirata a raccogliere le migliori tradizioni della sinistra democratica italiana del Novecento. Tuttavia, durante la recente Festa nazionale dell’Unità di Reggio Emilia, alcuni giovani dirigenti hanno mostrato segni di una perdita delle tradizioni politiche.

Il livello politico e culturale espresso in certi interventi avrebbe faticato a trovare cittadinanza persino in un’assemblea d’istituto degli anni Settanta. Quasi cinquant’anni dopo, da Reggio Emilia, qualcuno sembra impegnato nel percorso inverso.

Reggio Emilia, pur continuando a offrire il tradizionale format della grande sagra politica, appare ferma in vari ambiti, come l’industria e la tecnologia, e non riesce a immaginare un futuro di benessere e prosperità. Marattin ha descritto la situazione attuale come una sorta di Hyde Park emiliano, dove si annunciano catastrofi e si indicano nemici, ma il mondo continua a muoversi senza attendere indicazioni dalla città.

Infine, Marattin ha consigliato di tornare alle Teche Rai per apprendere qualcosa da Berlinguer, suggerendo che, nonostante la qualità video mediocre, vi è sempre qualcosa da imparare dal passato, specialmente per i giovani democratici che si dichiarano nostalgici del comunismo.

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